Alle radici del quotidiano – 2020

ALLE RADICI DEL QUOTIDIANO

Il progetto Alle radici del quotidiano promuove la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio etnografico attraverso i linguaggi creativi della contemporaneità.  In questa specifica sezione il Festival propone la riscoperta partecipata ed emozionale dei modus vivendi del passato in Collezioni e Musei etnografici del Friuli Venezia Giulia.
Di anno in anno entrerà in una stanza abitativa allestita nei Musei, in specifici ambienti della vita domestica e lavorativa per riscoprire antiche pratiche sociali del tessuto familiare e collettivo,  testimonianze orali, oggetti, gesti e voci.
Ricostruiti e attualizzati in drammaturgie, radiodrammi e sceneggiature, animano i Musei con le “Stanze parlanti”, dove la visita ad ambiente e reperti è vivacizzata dalla narrazione attoriale e musicale. Video e cortometraggi restituiscono il valore della memoria come ricchezza antropologica, sociale e culturale da traghettare nell’oggi per creare un consapevole ponte fra passato, presente e futuro.

Alle radici del quotidiano I 2020 – In cucina

La prima edizione è dedicata alla Cucina, studiata e sondata nella sua fondamentale valenza di focolare domestico, di ombelico che radica l’abitazione nel terreno alimentando i valori e i sapori dei legami familiari. Studi e ricerche etnografiche territoriali poi approfonditi sull’identità della cucina di ogni museo, confluiscono in una drammaturgia per radiodramma e video che fa leva sul lockdown. L’attrice Nicoletta Oscuro e il musicista Matteo Sgobino incarnano il centro del nucleo familiare: una giovane coppia chiusa in casa da due mesi per pandemia, che allenta tensioni e nervosismi riscoprendo, attraverso le testimonianze dei propri avi e gli oggetti d’uso quotidiano, il valore del focolare come cuore pulsante della casa e della famiglia.
Poi la drammaturgia si srotola in cinque storie diverse: la cucina è quella del bisnonno di lui, della nonna o della cugina di lei…L’ambiente e gli oggetti si diversificano, così come le tematiche legate agli stessi, svelando ogni volta modus vivendi, esperienze e racconti differenti. Nel cortometraggio complessivo restituiscono l’empatia di questa coppia contemporanea con il vissuto dei propri avi, che dal 1700 li hanno preceduti, fino alla prima metà del 1900, abbracciando, con la stessa intensità, il valore del focolare domestico, pur con alcune varianti territoriali e temporali.

Museo di Pagnacco / La Voce delle Cose – Narra i gesti e le usanze delle nostre giornate, quando il cibo e le stoviglie rispondevano al lavoro nei campi. E’ una voce che risuona nel tempo, attraversandolo di generazione in generazione. Una voce che a suon di forme, colori, ricordi e affetti, catapultiamo sulle cose di oggi. Per assaporarle più intensamente.

 

Museo di Tolmezzo / Calore e Gusto  – Gesti ripetuti per custodire, alimentare o smorzare il fuoco, elemento purificatore e distruttore per eccellenza; e laboriosità artigianali nella produzione degli arnesi da cucina. Calore e gusto disegnano la relazione fra estetica e uso del sale come metafora del sapore esistenziale.

 

Museo di Malborghetto / Ottimizzazione e Benstare – Dalla cucina nera, dove la nebbia malsana del fumo disegnava i tratti di una misteriosa grotta buia, alla stanza della Stube.
Affiora la dignità di un luogo salubre e multifunzionale, che nell’essenzialità del passato svela l’ingegno stimolato dalle ristrettezze, catapultando nel presente un fondamento antropologico sempre attuale.

 

Museo di Fagagna / Convivio e Accoglienza – Aleggiavano attorno al focolare, dove ogni sera ci si riuniva per stare insieme, comunicare e ascoltare. Dai cantastorie alla regina della tavola, dalla cjase di fûr alla zona living…tra passato e presente riaffiora lo spirito comunitario della cucina tra famiglia e società.

 

Collezione di Forni Avoltri / Regina di cuori e di polso – Dalle silenti relazioni tra moglie e marito, saldate attraverso i gesti sugli oggetti, alla donna impegnata in un perseverante duetto tra sesto senso e ferma capacità decisionale. Nella memoria accorata di un uomo d’altri tempi…la bellezza futuribile del perseverante ciclo morte/rinascita.

Il team

Ideazione e direzione artistica: Sabrina Zannier
Organizzazione e produzione: Associazione culturale Maravee
Immagine coordinata: DM+B&Associati
Ricerca etnografica: Margherita Majeroni
Drammaturgie: Sabrina Zannier
Performance attoriale: Nicoletta Oscuro
Performance musicale: Matteo Sgobino
Riprese video: SG Video produzioni
Montaggio video: Cabiria Lizzi
Ufficio Stampa: AtemporaryStudio di S. Punis e G. Felluga
Website: BI@Work

 

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